English Version: Remigrate them all
Sì, dico di remigrarli. Anzi, deportarli tutti. Tutti, dal primo all'ultimo.
Stanno qui nel nostro paese, dove noi abbiamo avuto il privilegio di nascere, e con ingratitudine sfruttano le nostre risorse, ci tolgono il lavoro e fanno alzare i prezzi.
I nostri figli non potranno avere una vita decente, come l'hanno avuta i nostri padri, a causa loro.
Si insediano in edifici che dovrebbero appartenere alla nostra splendida comunità, spostano i loro soldi fuori dal paese e vivono in quartieri dove noi non possiamo permetterci di entrare.
I ricchi andrebbero deportati. Parassiti della società moderna.
Cosa? Credevi (o forse speravi) che parlassi degli immigrati? E perché mai non i ricchi? O i politici? O gli evasori fiscali? Forse è più facile prendersela con un gruppo che non può difendersi?
Ma ora spiegami: in che modo deportare (o meglio... remigrare) un mucchio di persone ci metterà più soldi in tasca? O ci assicurerà casa, pensione, stabilità e sicurezza?
Le politiche remigratorie non sono realizzabili e servono solo ad alzare il rumore e, magari, raccogliere qualche voto e qualche soldo.
Mettiamo da parte per un attimo il tabù sulla deportazione di massa e ammettiamo che da domani queste politiche partano davvero.
- Quali autorità mandiamo a prendere queste persone, casa per casa, famiglia per famiglia?
- Con quali soldi li rimpatriamo? E se pretendiamo che paghino i paesi d'origine: perché dovrebbero sostenere le spese, e perché mai dovrebbero riprenderseli?
- Chi farebbe i lavori che oggi fanno gli immigrati, regolari e irregolari?
- Se deportiamo anche i regolari, fino a quale generazione? Una ragazza di seconda generazione, nata e cresciuta qui, è italiana o straniera? La deportiamo? E gli americani e i canadesi che studiano e lavorano qui, extracomunitari pure loro, li deportiamo?
- E ammesso che li abbiamo deportati tutti: che facciamo ora? Avremo più case, più pensioni, più sicurezza? I cervelli migliori rimpatrieranno?
Questo post non vuole difendere le politiche migratorie fallimentari degli ultimi vent'anni. I problemi ci sono e sono reali. Ma la soluzione non è spostare un gruppo di persone come fosse la pecora nera a cui addossare ogni fallimento.
Perché la remigrazione non è pensata per essere realizzata. È pensata per essere discussa. Il suo prodotto non è la deportazione: è il rumore, il dibattito occupato, il voto raccolto. E questo è il vero costo. Ma ogni anno passato a discutere di come mandarli via è un anno in cui nessuno discute della tua (e mia) pensione, del tuo affitto, del tuo stipendio.
Il capro espiatorio non è gratis. Lo paghiamo noi tutti.